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Le Origini

Il Barbone

Il più antico ritrovamento cinofilo è considerato il “ cane mangiatore di conchiglie” il Canis famigliaris Studer, i cui resti sono stati ritrovati in ammassamenti di conchiglie all'epoca della pietra , durante gli scavi nelle terre di Poutjatin nelle vicinanze di Mosca. I questo cane si riconosce la forma transitoria del lupo (lupoide). Da quel pewriodo sono passati 12000 anni , il che equivale a circa 600 generazioni di cani.
In seguito troviamo in altri scavi diverse varietà di sviluppo come il cane dell'epoca del bronzo (canis Familiaris matris optimae Jeitteles) il “cane da slitta” (Canis familiaris Inostranzewi Anutschin) il “cane dalla testa lunga” (Canis familiaris Lenieri Studer), il “cane della torba” (canis familiaris palustris Ruetimeyer), ecc.
da altre forme transitorie , dall'unione del cane dell'epoca del bronzo con quello della torba deriva il “cane delle ceneri (canis familiaris intermediu Woldrich), che assieme al “cane dei campi”/Canis familiaris decumanus Nehring), è ritenuto l'avo del nostro Barbone.
Nel suo ulteriore sviluppo attraverso i millenni, fino agli ultimi secoli della nostra epoca, il barbone sembra aver preso la sua forma definitiva dai cani d'acqua irlandesi e dai cani da pastore a pelo lungo.
Vi sono solo pochi paesi in Europa che non si ritengono il paese d'origine del barbone. Non sta a noi decidere questa questione, la accettiamo invece come un complimento meritato per questa razza canina.
Le trasmigrazioni dei popoli e degli eserciti, ma anche le esplorazioni avranno certamente contribuito alla storia e allo sviluppo della razza.
La prima illustrazione di un cane che ci sembra essere un barbone , la troviamo in un quadro della fine del medio Evo , ai piedi del Martire Firmino nella cattedrale di Amiens, dello stesso periodo circa abbiamo il qualdro di Francesco Botticini “I tre arcangeli e il piccolo Tobia” come pure una pala d'altare di Roger v. d. Weyden “Presentazione al Tempio”(entrambe nella pinacoteca di Monaco di Baviera) dove troviamo immagini di cani molto simili al nostro barbone.
All'inizio del XVI secolo lo scienziato inglese, John Kay, descrive un “Water spaniel” che eccelle nella caccia dei gallinacei d'acqua., menziona inoltre l'usanza di tosare questo cane dal garrese fino alla punta della coda in modo da renderlo più libero nei movimenti durante il lavoro.
All' inizio del XVI secolo , troviamo anche nelle scienze naturali testi incisioni e disegni di tale cane definito “pudel” (dal tedesco “puddlen” sguazzare ) Questa razza raccoglieva ai tempi grandi lodi per la sua innata abilità nella caccia agli uccelli e animali acquatici .
I contemporanei Francesi danno allo stesso cane il nome di “Barbet”
Sembra che il Barbone si fosse diffuso in un breve lasso di tempo , la sua descrizione si trova in molti rapporti scientifici , descrizioni nelle quali si parla della sue doti fisiche ed intellettuali . Apprendiamo che esiste nelle tonalità del nero, rosso,marrone, bianco con giallo, ma spesso anche pezzato.
Il suo carattere gentile , intelligente e simpatico gli permise l'ingresso nelle case e nelle famiglie, che già lo ammiravano da tempo nei mercati delle città sotto le vasti da cane da circo impegnato in vari spettacoli da strada.
Verso il 1850 si registrava una improvvisa diminuzione della popolarità del Barbone; questo fatto pare causato dal tipo di toelettatura in voga ai tempi e alla grande diffusione dei mantelli “cordonati” che trasformava il cane , specie in caso di pioggia , in ammassi di fango.
L'allevamento prese di nuovo spunto circa 50 anni dopo, e vi fu un grande impegno da parte degli allevatori nel salvare una razza quasi estinta , indirizzarono però la selezione solo verso i soggetti monocolori. Come a toelettatura “ufficiale” mantennero quella standard , che però non corrispondeva ai gusti dell'epoca.
Solo ne XX secolo con l'avvento della toelettatura “Karakul” (una specie di moderna) creata a seconda dei gusto del tempo, il Barbone ebbe la popolarità e la diffusione che gli spettava, grazie alle sue preziose qualità caratteriali ed ad un aspetto esteriore rinnovato.

Fonte H. Thum



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