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Patologie

La riproduzione

PATOLOGIE PRINCIPALI DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE
a cura della Dott.ssa Barbara Gallicchio

La fertilità richiede che l’apparato riproduttivo sia sano, molte forme di infertilità sono legate a patologie degenerative, quali cisti ovariche o infezioni, almeno altrettante dipendono invece da problemi generali dell’organismo (ipotiroidismo, iperadrenocorticismo, ecc.).
La più frequente malattia della cagna intera è la sindrome iperplasia cistica- piometra.
Si tratta di una infezione della parete dell’utero che consegue alla degenerazione cistica legata all’età, è infatti tipica ma non esclusiva della cagna matura, caratterizzata dall’accumulo progressivo di materiale infetto, muco-pus a volte anche emorragico, che dilata talora enormemente l’utero e pone l’organismo in uno stato di intossicazione progressiva che, nell’arco di qualche settimana può condurre a setticemia e morte.
La piometra si sviluppa durante il diestro, sotto l’influsso del progesterone, e i sintomi sono piuttosto vaghi: malessere, depressione, inappetenza, polidpsia-poliuria (bere e urinare molto), addome dilatato, se la cervice è aperta si rendono evidenti perdite vaginali che sono diagnostiche.
In presenza di tale sintomatologia occorre immediata visita e terapia.
E’ spesso necessario ricorrere all’asportazione chirurgica dell’utero e delle ovaie, qualche volta e in casi selezionati si può optare per la terapia medica, che permette di salvare l’utero . In effetti per una riproduttrice questo è il peggiore degli eventi patologici.
Esiste una predisposizione di razza.

I tumori mammari sono progressivamente più frequenti con l’aumentare dell’età. Anche qui abbiamo una chiara predisposizione genetica, certe razze ne sono molto colpite mentre in altre sono rarissimi. La scoperta di un nodulo mammario che all’esame bioptico si rivela un tumore è, di solito, motivo per l’asportazione della mammella interessata e per l’ovario-isterectomia.
La sopravvivenza è infatti migliore se la cagna viene sterilizzata.

PATOLOGIE PRINCIPALI DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO MASCHILE

I maschi maturi vanno incontro a patologie prostatiche con una certa frequenza.
La più comune (interessa il 50 % dei soggetti dai 5 anni in su, anche se non clinicamente manifesta) è l’ipertrofia cistica benigna: sotto la continua stimolazione di un metabolica del testosterone, la prostata diventa grande anche con superficie irregolare e formazione di cisti spesso multiple, la ghiandola aumentata di dimensioni provoca compressione sul collo della vescica e, soprattutto, sul retto, per cui sintomi comuni sono la difficoltà di svuotare correttamente la vescica e/o l’intestino, con feci schiacciate a nastro. Le cisti, a contenuto siero-emorragico, possono comunicare con l’uretra e manifestare la loro presenza con la comparsa di sangue nell’urina, nello sperma o direttamente come gocciolamento dal prepuzio.
La terapia radicale è la castrazione, togliendo la fonte del testosterone la prostata va incontro a atrofia, certo non la soluzione ideale per un riproduttore!
Fortunatamente ora esistono terapie mediche in grado di controllare la patologia senza dover rinunciare alla fertilità





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