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Programmazione dell'accoppiamento

La riproduzione

PROGRAMMAZIONE DELL’ACCOPPIAMENTO
a cura della Dott.ssa Barbara Gallicchio

La scelta del maschio dovrà accertare le stesse condizioni indispensabili per l’avvio alla riproduzione della futura fattrice.
Una delle ricette più intuitive nella selezione dei partner suggerisce di utilizzare il miglior maschio reperibile della stessa linea di sangue che abbia gli stessi pregi della nostra femmina ma non gli stessi difetti.
La Selezione Compensatoria è uno dei sistemi universali che l’allevatore mette in atto al momento della identificazione del partner, si basa sulla scelta di un maschio che “compensi” con certi tratti fenotipici o caratteriali altrettante carenze della femmina. Se questa ha, per esempio, l’occhio chiaro e l’omero corto, sceglierò uno stallone con iride scura e raggi ossei lunghi dell’anteriore, certo non raddoppierò un difetto (iride chiara con iride chiara, groppa corta con groppa corta) mentre raddoppierò le qualità (una bella testa chiederà una bella testa).
Questa forma di selezione è tanto più efficace quando viene usata in consanguineità, dato che è più probabile una “compatibilità” del genotipo all’interno delle famiglie e diventa meno frequente la comparsa di caratteristiche inaspettate. D’altra parte sarà necessario, spesso, utilizzare uno stallone proveniente da linea o famiglia lontana proprio per introdurre qualità gradite, sia morfologiche che caratteriali, che alla nostra genealogia mancano. Molte delle più grandi genealogie sono originate dalla combinazione di due famiglie preesistenti e stabili, fino ad allora lontane, spesso con risultati sorprendenti.
Anche nell’ambito di un allevamento “sano e vitale”, che non denunci gli effetti delle moltissime patologie congenite che si presentano nella selezione del cane puro, è comunque importante, direi vitale, mantenere la più ampia variabilità genetica: gli effetti della parentela stretta si fanno sempre sentire, prima o poi, con subdoli segnali di minor vitalità, fertilità, longevità, che prendono complessivamente il nome di “depressione da consanguineità”(inbreeding depression).
E’ indispensabile che il selezionatore, avvicinandosi a una razza nuova o novizio lui stesso, effettui una ricerca approfondita per scoprire quali predisposizioni o patologie su base ereditaria sono più comuni nella sua razza e di quali indagini sono disponibili per la diagnosi; occorre ricordare che la collaborazione di tutti, particolarmente degli allevatori più vecchi e esperti, è condizione improrogabile perché ciò sia fattibile, un silenzio omertoso produce solo frustrazioni e fallimenti.


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